Caos al concorso in magistratura: ombre sulle tracce e scatta la protesta alla Fiera di Roma

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Doveva essere la conclusione del concorso per 450 magistrati ordinari, l’atto finale di un percorso di studi lungo e faticoso per migliaia di aspiranti toghe. Si è trasformata, invece, in una giornata di altissima tensione e proteste che rischia di aprire un nuovo, pesantissimo fronte di polemiche sulla regolarità delle prove concorsuali.

L’atmosfera tra i padiglioni della Nuova Fiera di Roma, da giorni blindata per ospitare gli esami, è surriscaldata. Quello che doveva essere un momento di massima concentrazione si è trasformato in una contestazione aperta.

La scintilla nel Padiglione 3: l’ombra della chat

Secondo numerose testimonianze raccolte direttamente tra i candidati, la contestazione più accesa sarebbe esplosa all’interno del Padiglione 3, l’area in cui operava la commissione principale d’esame. A fare da detonatore alla rabbia dei presenti è stata una voce rimbalzata di smartphone in smartphone: l’esistenza di una presunta chat all’interno della quale sarebbero state diffuse, in anticipo o comunque in violazione dei regolamenti, le tracce delle prove di diritto penale e di diritto amministrativo.

Le prime ricostruzioni restituiscono un quadro frammentario. Le testimonianze dei candidati, in parte confuse e concitate a causa del momento di forte stress, descrivono scene di sconcerto, capannelli di persone e richieste immediate di chiarimenti ai responsabili della vigilanza e ai membri della commissione.

“Vogliamo trasparenza, non è possibile che un concorso di questa importanza sia inficiato da simili sospetti”, lamentano alcuni candidati visibilmente scossi all’uscita dai padiglioni.

Uno spettro che mina la regolarità del concorso

Se le indiscrezioni sulla fuga di notizie o sull’esistenza di un canale di comunicazione privilegiato dovessero trovare riscontri oggettivi, l’intero iter concorsuale rischierebbe il blocco o, nei casi più gravi, l’annullamento. Il concorso per magistrato ordinario è una delle selezioni pubbliche più rigorose e presidiate d’Italia, dove il rispetto dell’anonimato e la totale segretezza delle tracce prima del via ufficiale sono requisiti tassativi.

Al momento, le segnalazioni restano nell’alveo delle ricostruzioni dei partecipanti e non vi sono conferme ufficiali da parte del Ministero della Giustizia o della commissione esaminatrice. Nelle prossime ore sarà fondamentale capire se verranno presentati esposti formali alle autorità competenti per fare piena luce su quanto accaduto nel Padiglione 3 e verificare se la presunta chat sia un’allarmante realtà o il frutto di un pesante malinteso amplificato dalla tensione della prova.

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